di Manuela Rossini

in collaborazione con Federica Cominelli.

 

In questo periodo più che mai emergono temi ansiogeni, come conseguenza del periodo che tutti stiamo vivendo.

Sono numerosi gli studi che hanno indagato l’impatto che il lockdown e la pandemia Covid-19 hanno avuto sulle persone in termini di ansia e depressione e il risultato che più salta all’occhio riguarda l’incidenza sulle donne.

 

Il lockdown e l’impatto sul benessere femminile

 

In un’emergenza come quella che stiamo vivendo, la paura della situazione nuova, inattesa e potenzialmente dannosa per la nostra salute e per quella dei nostri famigliari, unita alla necessità di una condizione di isolamento sociale comportano un incremento inevitabile del malessere psicologico e predispongono al rischio di cadute depressive. La difficoltà di adattamento alla situazione di incertezza prolungata nel tempo, si ripercuote sul comportamento, sull’emotività e sull’umore generando conseguenze psicologiche.

 

Ansia, depressione e stress post-traumatico sono l’eredità psicologica del Covid-19 e del lungo lockdown.

Le più colpite le donne. Lo rivelano due studi coordinati dall’Università di Torino e pubblicati di recente su riviste scientifiche internazionali. Secondo il primo studio, pubblicato sulla rivista The Canadian Journal of Psychiatry, il 69% degli italiani presenta sintomi di ansia, il 31% di depressione, mentre il 20% riferisce sintomi da stress post-traumatico, che secondo la letteratura scientifica tendono ad aggravarsi nel tempo. I soggetti più a rischio sono le donne, i soggetti con bassi livelli di scolarità e coloro che sono entrati in contatto con pazienti Covid-19. Il secondo studio, condotto sugli operatori sanitari e pubblicato sul Journal of Evaluation in Clinical Practice, è stato condotto su 145 operatori sanitari, medici e infermieri. Quelli che stavano lavorando nel reparto Covid riportano livelli ben più elevati di depressione e di stress post-traumatico rispetto a chi non è stato in contatto con pazienti Covid. Tra i primi, inoltre, l’essere donna e l’essere single rappresentano fattori di rischio per i sintomi depressivi mentre l’essere donna e avere un’età più avanzata sono associati a maggiori livelli di stress post-traumatico[1].

 

Durante il periodo del lockdown si sono registrati sintomi depressivi o ansiosi per un italiano su quattro ed i disturbi del sonno sono risultati in forte crescita tra la popolazione, soprattutto per quanto riguarda le donne. E’ quanto emerge dal progetto “Cocos”(Covid Collateral Impacts), ideato e condotto dalla professoressa Maria Rosaria Gualano e dal dottor Gianluca Voglino dell’università di Torino[2], pubblicato sull’International Journal of Environmental Research and Public Health e realizzato nelle ultime due settimane della Fase 1 (19 aprile – 3 maggio).

 

Nello studio, sono state condotte interviste su un campione di oltre 1500 soggetti, tutti maggiori di 18 anni d’età per valutare l’impatto del lockdown sui comportamenti e sul benessere degli italiani. Dai risultati si evidenziano profili di fragilità tra le donne, i più giovani e tra coloro che hanno subito difficoltà economiche legate al lockdown.

I dati mostrano, infatti, che il 23,2% degli intervistati ha avuto disturbi di tipo ansioso, il 24,7% sintomi depressivi, il 42,4% disturbi del sonno e, per quest’ultima patologia, la probabilità di essere colpiti risulta doppia tra le donne.

 

Per questo motivo risulta fondamentale prendersene cura e porre attenzione a questi dati allarmanti per evitare che la sofferenza mentale rappresenti in futuro un’ennesima pandemia di cui occuparsi a livello globale, soprattutto in soggetti più a rischio.

 

Qual è la differenza tra ansia e depressione?

La depressione è uno dei più gravi e, al contempo, più comuni disturbi mentali, causa di grande sofferenza. Si presenta con umore caratterizzato da sentimenti di tristezza e sensazione di vuoto interiore, perdita di interesse e piacere, sensi di colpa e autosvalutazione, disturbi del sonno e dell’appetito, astenia e scarsa capacità di concentrazione. Questa condizione può diventare cronica e può condurre a un sostanziale peggioramento della qualità della vita e a limitazioni nelle attività quotidiane. Nelle sue manifestazioni estreme, la depressione può portare a condotte suicidarie, a causa delle quali muoiono in Italia circa 4 mila persone ogni anno.

Numerosi studi concordano sul fatto che le donne hanno maggior probabilità di soffrire di disturbi depressivi rispetto agli uomini. In genere il rapporto tra prevalenza dei disturbi depressivi negli uomini e nelle donne è di 1 a 2. La maggiore frequenza di depressione nelle donne comincia in età adolescenziale, subito dopo il menarca (primo flusso mestruale).

Uno dei periodi della vita a maggior rischio per le donne è rappresentato dalla gravidanza e dal post-partum. Studi condotti in nazioni e culture diverse evidenziano che la depressione post-partum colpisce, con diversi livelli di gravità, dal 7 al 12% delle neomamme ed esordisce generalmente tra la 6ª e la 12ª settimana dopo la nascita del figlio, con episodi che durano tipicamente da 2 a 6 mesi. La donna si sente triste senza motivo, irritabile, facile al pianto, non all’altezza nei confronti degli impegni che la attendono[3].

Poiché è scientificamente comprovato che la depressione è un disturbo prevenibile, diventa estremamente importante implementare azioni integrate fra diversi settori e a diversi livelli per favorire l’inclusione sociale e garantire il coinvolgimento dell’intera comunità.

Come affrontare ansia e depressione nella donna

Anche se sembra difficile da immaginare, l’ansia è una reazione positiva poiché rappresenta un tentativo di anticipare un pericolo. In più, a giuste dosi, diventa un’alleata grazie alla quale possiamo attivare le nostre risorse utili a superare e affrontare al meglio gli ostacoli che ci si presentano davanti, favorendo una buona performance.

L’ansia, infatti, se ben gestita, ci permette di essere preparati ad affrontare con successo i cambiamenti che la vita ci presenta.

ANSIA E DEPRESSIONE NELLA DONNA è un percorso per donne centrato sulla conoscenza e sullo sviluppo delle proprie potenzialità per raggiungere il proprio benessere psicologico perché godere di una buona salute mentale è un requisito imprescindibile per poter vivere una vita soddisfacente. In questo seminario verrà mostrato come discriminare l’ansia funzionale da quella disfunzionale e come differenziare deflessioni fisiologiche dell’umore da quelli che sono veri e propri disturbi dell’umore. Saranno inoltre fornite indicazioni su come promuovere la propria salute mentale, riducendo i fattori di rischio e aumentando i fattori protettivi.

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RIFERIMENTI:

[1] https://www.ilmessaggero.it/mind_the_gap/covid_ansia_depressione_donne_single_sanitari-5392370.html

[2] https://www.agi.it/cronaca/news/2020-07-12/coronavirus-lockdown-disturbi-ansia-depressione-9126789/

[3]http://www.salute.gov.it/portale/donna/dettaglioContenutiDonna.jsp?lingua=italiano&id=4496&area=Salute%20donna&menu=patologie