di Manuela Rossini

in collaborazione con Laura Mirelli

 

Mal di testa, spossatezza, disturbi di stomaco: no, non sono sintomi che si riferiscono solo ad un’influenza, bensì sono alcuni dei sintomi che si possono riscontrare in quello che è stato dichiarato dall’OMS come il male del secolo: lo stress.

Come etichetta sembrerebbe essere fin troppo severa quella di “male del secolo”, però sono stati diversi i fattori che hanno portato a questa definizione, infatti lo stress pare essersi comportato finora come una vera e propria epidemia, configurandosi come un problema a cui tutti siamo esposti tutti i giorni e che, a lungo andare, può portare anche a significativi problemi nella vita quotidiana. Per capire la gravità del problema basta citare alcuni dati: in Italia è circa l’85% della popolazione a soffrire per stress, varrebbe a dire quasi 9 persone su 10. Proprio per questi motivi è importante imparare a conoscere lo stress e a capire come si manifesta, in modo da percepire in tempo i sintomi prima che questi si aggravino e mettere in atto uno stile di vita diverso che permetta di tenere sotto controllo molti degli elementi stressogeni che si presentano silenziosamente nella nostra vita. Le conseguenze negative a cui possono portare i fattori stressanti sono sia di natura fisica che psicologica e, partendo da semplici fastidi, possono portare anche a vere e proprie patologie che si scontrano duramente con il benessere e la serenità della persona. Infatti, lo stress si identifica come una risposta psicofisica a fattori di vario genere, come ambientali, fisici o emotivi, e i suoi sintomi non sono altro che segnali che il nostro organismo ci invia per avvisarci che stiamo superando i nostri livelli di guardia. 

 

Come riconoscerlo

I 10 principali sintomi fisiologici derivanti da un’eccessiva esposizione allo stress sono: mal di testa, disturbi di stomaco e intestinali, tensione e dolori muscolari, insonnia, agitazione e confusione, dermatiti, apatia e spossatezza, tic e tremori, carie e bruxismo, disturbi dell’alimentazione. Come si può ben notare sono segnali che ognuno di noi potrebbe riconoscere nella propria vita quotidiana senza, però, sapere da cosa derivano. Tra i più diffusi sintomi psicologici, invece, è possibile osservare: 

  • Ansia: spesso derivante da aspettative troppo alte oppure da eccessivi impegni nello stesso momento, che portano ad aver paura di non farcela o di non essere all’altezza di compiere determinati compiti;
  • Irritabilità: l’agenda piena e la stanchezza sempre più forte possono creare risultati esplosivi e renderci nervosi e irascibili all’interno dei nostri rapporti interpersonali. 
  • Calo del desiderio sessuale: uno dei principali bersagli su cui si riversa lo stress è la vita intima. Considerando che ansia, tensione e preoccupazioni possono influenzare negativamente l’umore e il riposo necessario ad ognuno di noi per essere energico, questo porta conseguentemente anche ad una diminuzione del desiderio. 

 

Come prevenirlo

Gli studiosi concordano nel considerare alcune abitudini da prendere come molto importanti al fine di prevenire o allentare la morsa dello stress e tutti i disturbi da esso derivanti. Praticare attività fisica, per esempio, può aiutare a ritrovare il corretto tono dell’umore in quanto il movimento stimola la produzione di endorfine e serotonina, nonché il molto citato “ormone della felicità”. Dunque è bene ritagliarsi anche solo mezz’ora al giorno per queste attività, in modo da investire giornalmente sul proprio benessere fisico e psicologico. Strettamente collegata all’inserimento della pratica sportiva nella propria routine, vi è anche la sana abitudine di un’alimentazione equilibrata, così da assicurare al proprio organismo il giusto apporto di vitamine e sali minerali. Per ricaricare le pile senza affaticarsi basta anche solo ritagliare qualche momento per sé, come leggere un libro, ascoltare della musica o fare una passeggiata, tutto ciò che ti permette di staccare anche solo per un po’ dagli impegni e dal lavoro. Un altro suggerimento per poter evitare di incorrere in stress eccessivo è quello di relativizzare il più possibile, nonché riportare tutto alla giusta dimensione, senza considerare ogni evento come incredibilmente problematico ed insormontabile. Ovviamente sappiamo ben tutti che i periodi NO capitano nelle vite di ognuno di noi, ma è importante non finire a pensare che ogni giorno sia complicato e, dunque, pensare che quel particolare impegno di lavoro che ti attanaglia tanto, resta un impegno circoscritto al lavoro e non una questione vitale. 

Una delle tecniche per poter gestire lo stress che sta prendendo sempre più piede, è la mindfulness. Questa forma di meditazione è attualmente consigliata anche da molti psicologi e spesso guidata da loro stessi. Essa appare essere un modo per acquisire consapevolezza di sé in modo integrale, imparando, dunque, a sentire il proprio corpo e la propria mente e i bisogni ad essi collegati. Come molte tecniche va allenata, ma i risultati sembrerebbero ottimali per il proprio benessere, in quanto rende la mente lucida, attenta, focalizzata e recettiva e, contemporaneamente, il corpo sveglio e responsivo, fino ad ottenere una percezione di sé come un’unica entità armonica, anche di fronte alle difficoltà.

La mindfulness si basa sul principio di sospensione del giudizio, mirando, come ricordato da Jon Kabat-Zinn, uno dei principali promotori della disciplina, a “prestare attenzione allo svolgersi dell’esperienza momento per momento, con intenzione, nel presente e in modo non giudicante”. Pare in tal modo evidente, che una tecnica capace di far acquisire una crescente capacità di individuare ed affrontare ogni evento perturbante per noi, possa essere un vero e proprio antidoto allo stress. Inquadrando in modo preciso ciò che ci crea disagio, riusciamo a produrre strategie risolutive maggiormente funzionali, con comportamenti più in linea alle proprie reali esigenze. Si mette, così, un punto agli automatismi che generano quello stato di ruminazione mentale che porta allo stress. 

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