A cura di Manuela Rossini

 

Il ruolo e lo status della donna hanno subito una notevole variazione ed evoluzione nel corso del tempo, mutando la struttura stessa della nostra società. Ad oggi, le donne e gli uomini hanno pari diritti, ciononostante la donna è ancora soggetta a episodi di disuguaglianza nell’ambito lavorativo, politico e sociale. Come promuovere la parità di genere?

 

Il gender gap in Italia

L’ultimo rapporto del Comitato europeo per i diritti sociali esamina la parità di genere sul posto di lavoro in negli Stati membri, ovvero Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Finlandia, Francia, Grecia, Irlanda, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovenia e Svezia. È emerso che in Italia mancano azioni concrete per sconfiggere la disuguaglianza fra uomo e donna. L’unico Paese europeo che rispetta le disposizioni in materia di equità salariale e di discriminazioni di genere nell’ambiente lavorativo stabilite dalla Carta sociale europea è la Svezia. Lo studio rivela che gli altri Stati membri violano le regole prestabilite su diversi fronti poiché i progressi sono insufficienti verso l’uguaglianza di genere, manca la trasparenza nel mercato del lavoro e le risorse risultano essere insufficienti al fine di risolvere tale problematica.

Cos’è il Gender Gap? Il Gender Pay Gap, o Gender Salary Gap è un indice che definisce la differenza tra il salario degli uomini e delle donne a parità di ruolo e di mansione in ambito lavorativo. Secondo i dati più recenti offerti da Eurostat e rielaborati dall’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere, nel 2017 il gender pay gap in Italia era pari al 5%: una percentuale ben al di sotto della media europea, che toccava il 16%. Valori più alti sono raggiunti invece dall’overall earnings gap, ossia la differenza media tra stipendi annuali di uomini e donne: nel 2014, questo era pari al 43,7% in Italia, contro una media europea del 39,6%[1].

Per il World Economic Forum, ai ritmi attuali ci vorranno 257 anni perché la disparità retributiva venga colmata e secondo il Global Gender Gap Report 2020, l’Italia ha perso sei posizioni nella classifica sulla parità salariale nel mondo: dalla 70a alla 76a, per un guadagno annuo di circa 17.900 euro contro i 31.600 degli uomini, e molte più ore lavorate gratuitamente se si prende in considerazione l’impegno domestico delle donne[2].

 

La conciliazione con il lavoro

Marcella Corsi, docente di economia alla Sapienza di Roma, coordinatrice di Minerva sostiene che le donne italiane devono far fronte a diversi svantaggi: molte non riescono a trovare un’occupazione remunerativa, oppure in media lavorano meno ore e, conseguentemente, ottengono meno benefit per occuparsi della famiglia e, a parità di ruolo e mansione, le donne vengono retribuite meno rispetto agli uomini. In particolare, la Docente sottolinea che «possono esserci mille fattori che spiegano una retribuzione differenziata (come l’anzianità e le competenze), ma in economia si parla di discriminazione quando tutte le variabili sono incluse e permane comunque un errore significativo, in contesti diversi, che non può essere spiegato altrimenti».  In aggiunta a questo, le donne inserite nel mercato del lavoro vivono una condizione di isolamento a livello sia orizzontale che verticale perché nella maggioranza dei casi trovano impiego in ambiti meno prestigiosi e meno retribuiti e, in aggiunta a questo, le posizioni di potere e controllo vengono occupate prevalentemente dagli uomini.

Un punto critico nella vita della maggioranza delle donne è rappresentato dalla conciliazione tra la vita lavorativa e quella privata. Recenti dati di ricerca dimostrano che, in Italia siamo ancora distanti dalla parità di genere nella distribuzione dei ruoli di cura: in media le madri lavoratrici dedicano il 22% del proprio tempo alla famiglia, mentre per gli uomini la percentuale scende al 9%[3].

 

Come promuovere la partecipazione femminile e la parità di genere

Naturalmente, la risoluzione delle problematiche legate all’occupazione femminile non garantirebbero una condizione di equità di genere.

A fronte di questa situazione, come potrebbe essere promossa la parità di genere? Sono necessarie innanzitutto leggi in grado di rimuovere le discriminazioni sociali esistenti, sia che si tratti della questione del genere, quando vi è la possibilità di farlo. Inoltre le azioni volte a promuovere la partecipazione femminile all’interno del mercato del lavoro sono fondamentali, così come tutte quelle iniziative che promuovono l’ascesa al potere delle donne. Dal punto di vista culturale, le pari opportunità andrebbero promosse come un valore sin dalla prima infanzia. La letteratura scientifica ha più volte confermato che le principali differenze di genere sono di natura sociale

I dati Istat inoltre, rivelano che gli stereotipi sui ruoli di genere più comuni sono: “per l’uomo, più che per la donna, è molto importante avere successo nel lavoro” (32,5%), “gli uomini sono meno adatti a occuparsi delle faccende domestiche” (31,5%), “è l’uomo a dover provvedere alle necessità economiche della famiglia” (27,9%). Quello meno diffuso è “spetta all’uomo prendere le decisioni più importanti riguardanti la famiglia” (8,8%).[4]

La sociologa Concepción Fernández Villanueva dell’Università Complutense di Madrid, all’interno dell’articolo “Violence against women: a structural perspective” definisce la violenza contro le donne quale strategia per mantenere il potere patriarcale e un modo per impedire alle donne di abbandonare quel luogo di disuguaglianza a cui sono state storicamente limitate. In questo modo la violenza maschile viene più facilmente giustificata. Una legittimità che è espressa spesso addirittura nei codici legali e penali, questo rappresenta il risultato della cristallizzazione dei valori della società maschilista in cui ancora viviamo[5].

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RIFERIMENTI

http://www.vita.it/it/article/2020/01/13/come-le-donne-in-italia-sono-ancora-discriminate/153775/

https://www.iodonna.it/attualita/famiglia-e-lavoro/2020/03/08/gender-gap-perche-le-donne-sono-pagate-meno-degli-uomini-la-situazione-in-italia/

https://tg24.sky.it/economia/approfondimenti/gender-pay-gap-cosa-e

https://www.infodata.ilsole24ore.com/2019/03/23/gender-wage-gap-italia-peggiore-quello-sembra/

https://www.ilpost.it/2020/03/11/come-vivono-le-donne-nel-mondo/#steps_5

https://www.osservatoriodiritti.it/2020/07/01/gender-pay-gap-italia/

https://www.osservatoriodiritti.it/2020/07/01/gender-pay-gap-italia/

https://www.istat.it/it/archivio/235994

[1] https://tg24.sky.it/economia/approfondimenti/gender-pay-gap-cosa-e

[2] https://www.iodonna.it/attualita/famiglia-e-lavoro/2020/03/08/gender-gap-perche-le-donne-sono-pagate-meno-degli-uomini-la-situazione-in-italia/

[3] https://www.iodonna.it/attualita/famiglia-e-lavoro/2020/03/08/gender-gap-perche-le-donne-sono-pagate-meno-degli-uomini-la-situazione-in-italia/

[4] https://www.istat.it/it/archivio/235994

[5] https://lamenteemeravigliosa.it/8-marzo-perche-le-donne-manifestano/

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