di Manuela Rossini

in collaborazione con Laura Mirelli

 

L’amore è tante cose, ma tra queste rientra sicuramente la libertà. Ci sono delle volte, però, che l’amore ci fa vivere in una prigione, una dipendenza che fa male a noi e a chi ci sta attorno.

La dipendenza affettiva, come tutte le forme di dipendenza, non è salutare per noi. Infatti si verifica nel momento in cui la relazione di coppia compromette il benessere sia fisico che psicologico dei partner che la compongono, ma al contempo diventa impossibile mettere un punto a tale relazione. È a questo punto che un rapporto si trasforma in patologico, una vera e propria forma di sofferenza. Non sempre i rapporti amorosi sono equilibrati e paritari: nei casi di dipendenza affettiva vige la manipolazione, la quale fa in modo che i partner non riconoscano le conseguenze velenose della relazione in cui si trovano e che, di conseguenza, rimangano in essa nonostante il malessere provato.

La dipendenza affettiva, volgarmente definita come “mal d’amore”, non riguarda solo le donne, ma secondo le statistiche il genere femminile che si trova in tale situazione ricopre il 99% di tutti coloro che sono affettivamente dipendenti. Non che gli uomini non possano sviluppare una dipendenza dalla partner, ma appaiono essere numericamente inferiori. Tendenzialmente, gli uomini che hanno avuto infanzie infelici esprimono la sofferenza in altri modi a causa di differenti fattori culturali e biologici. La donna, invece, allevia le sue pene ponendosi mete interne e personali, che finiscono con il fare completamente dimenticare di se stessa per riuscire a dedicare la totalità delle sue attenzioni al compagno.

Dunque, le bugie sull’amore di cui possiamo liberarci sono tutti i concetti che vengono tramandati da generazioni, che parlano di un amore che schiaccia, ingloba e centralizza le risorse su di sé. Conoscendo i rischi che ci sono, si è meno soggetti agli stessi, poiché la consapevolezza genera attenzione, la quale a sua volta ci permette di percepire un senso d’allarme qualora ci dovessimo trovare in situazioni simili a quelle da noi associate al pericolo. Infatti, la “new addiction” di tipo affettiva, se non controllata, può dare vita ad una relazione violenta, portando ad accettare comportamenti e atteggiamenti aggressivi senza cercare di prenderne le giuste distanze.

 

I SINTOMI DELLA DIPENDENZA AFFETTIVA

Come detto, è fondamentale cercare di comprendere quali siano i meccanismi psicologici alla base di queste dinamiche, quali i sintomi, per poter agire e trovare una soluzione. Innanzitutto, quando l’amore diventa una prigione spesso questa si basa sulla propria convinzione di non meritare affetto e tale pensiero non fa altro che rendere la gabbia in cui ci si sente rinchiuse sempre più forte. Il vero amore, in questi casi, diventa solo un desiderio ed è qualcosa che si brama, ma che non si crede di meritare nel presente. Dunque, i comportamenti succubi e annichilenti della donna che si trova in una relazione violenta, non sono altro che un modo per riuscire a meritare l’amore del proprio partner. Si potrebbe dire, infatti, che i sintomi principali del mal d’amore siano per l’appunto il disconoscere i propri bisogni e limitare le proprie aspettative in funzione del partner.

Al contempo è possibile anche individuare dei sintomi tipici di chi assume il ruolo aggressivo nella coppia, ovvero comportamenti che possano portare a migliorare la propria autostima, anche a costo di generare sofferenza nell’altro. Ciò che si evidenzia in tali individui è il pensiero che esista una sorta di tacito regolamento di coppia, tale per cui sia giusto cercare di cambiare il partner in modo che questo diventi come lo si desidera e che, qualora l’altro non dovesse rispettare il regolamento, ci si senta autorizzati a reagire estremamente e vendicarsi con violenza.

Per quanto riguarda, invece, gli effetti di tali segnali, questi sono evidenti: svalutazione, frustrazione e rischio di lesioni fisiche e psicologiche. Considerando le premesse, queste conseguenze appaiono inevitabili. Vivere in una relazione malata in cui vi è un eterno vincente e un eterno perdente, porta necessariamente a ripercussioni gravi, che fanno rimanere in un circolo vizioso, che nutre sempre più il malessere in cui ci si trova a vivere. Infatti, quando la dipendenza affettiva diventa relazione violenta ci si trova a subire azioni che mai si sarebbe pensato di vivere prima di allora. Ciò indica che l’esperienza della dipendenza affettiva ci fa estraniare dal mondo, ma prima di tutto da noi stesse.

 

LA PREVENZIONE DELA DIPENDENZA AFFETTIVA

Rimediare agli effetti della dipendenza affettiva si può e vi sono numerosi centri antiviolenza, case rifugio e associazioni che si occupano di ottimi progetti a riguardo. Ma ciò che permetterebbe realmente un’evoluzione positiva, sarebbe intervenire sul problema alla radice, nonché facendo opera di prevenzione. Qual è il mio valore? Come faccio emergere le mie risorse? Posso migliorare in qualcosa? Queste sono tutte domande che ogni persona, e in certe circostanze principalmente ogni donna, dovrebbe porsi. Sono le domande che ci permettono di crescere e maturare, domande che ci danno l’occasione di esplorare chi siamo, come reagiamo a determinati eventi e come possiamo cambiare in meglio, entrando in contatto con noi stesse e, dunque, in poche parole: domande che ci rendono autentiche.

Soffermarsi sul valore che abbiamo e che possiamo esprimere anche verso l’esterno, è la prima arma che abbiamo per poter agire sulla nostra autostima, ossia su quello che è uno degli aspetti più fragili di chi è affettivamente dipendente.

Per rendere la donna protagonista della sua vita, del suo valore e delle sue risorse, il team di MyPEOPLEcare ha elaborato il percorso di empowerment femminile composto dai seminari DONNA CARE.

SEMINARI DONNA forniscono alle donne gli strumenti per scoprire e riscoprire il proprio valore di Donna in quanto tale, nella propria unicità e ricchezza, ma anche temi di prevenzione assolutamente fondamentali nell’essere donna oggi. Gli argomenti trattati spaziano da temi importanti del ciclo di vita di una donna, a temi confidenziali in cui si approfondiscono le trappole che minano l’autonomia e il benessere personale, quali la dipendenza psicologica ed affettiva, nonché la di violenza di genere.

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