di Manuela Rossini

in collaborazione con Laura Mirelli

L’emergenza sanitaria legata al Coronavirus e le conseguenti misure di prevenzione messe in atto per evitare il contagio, hanno reso difficile per le famiglie la conciliazione delle esigenze lavorative con le esigenze familiari.

In aggiunta a questo, molti genitori hanno dovuto guidare i figli nel processo di adattamento all’emergenza sanitaria, dovendo così vivere non solo una situazione a loro nuova, ma anche diventare il supporto di molti figli che si sono lasciati sopraffare dagli eventi di quest’epidemia. Questa estremamente peculiare situazione è solo uno dei molti esempi che si possono fare per sottolineare quanto sia difficile il ruolo assunto da un genitore: colui che per dovere e per istinto amplia il raggio di interesse personale fino ad includere un’altra persona. Mamma e papà sono veri e propri lavori che, come tutti i compiti più duri, donano grandi soddisfazioni quando l’impegno richiesto è alto. Una delle caratteristiche che rendono il lavoro del genitore più ostico è l’influenza che esso ha da moltissime variabili, prima tra tutte il tempo. Il tempo è uno degli aspetti più difficili da controllare in molte situazioni. Si insinua silenziosamente tra le persone riuscendo a stravolgere completamente le relazioni. Quando il tempo passa, i figli crescono, i genitori anche, la società in cui si vive cambia e, la nostra in particolar modo, lo fa fluidamente. Il cambiamento è sempre dietro l’angolo e bisogna imparare a gestirlo e ad affrontarlo. Non si può essere genitori sempre allo stesso modo perché sarà necessario assolvere impegni differenti e adottare modalità comunicative e interattive diverse. Tutto ciò implica, quindi, la capacità dinamica di “rivisitare” continuamente il proprio stile educativo, affrontando in modo funzionale i cambiamenti che la vita può portare.

Il focus centrale è dato dall’accettazione del trascorrere del tempo che comporta necessariamente dei cambiamenti. Infatti, se un membro della famiglia o tutto il nucleo familiare non dovesse accettare questa condizione, si andrebbe incontro ad una pericolosa paura dell’ignoto e del nuovo che avanza, impedendo così ogni nuova forma di progettazione futura. La genitorialità, dunque, è destinata a trasformarsi non solo in ogni singola casa, ma anche più genericamente nelle epoche. Infatti, a partire dagli anni ’70 si è assistiti a una crisi nella modellizzazione dei ruoli educativi tradizionali, in cui il ruolo dei genitori era improntato sia sul versante affettivo sia su quello etico-normativo: la madre aveva principalmente il compito di trasmettere affetto e calore ai propri figli, il padre si concentrava sul fornire loro un sistema valoriale ed etico a cui far riferimento. La crisi degli anni ’70 ha comportato un mutamento dei ruoli genitoriali, connotati oggigiorno da una fatica a trasmettere valori e regole ai propri figli e una grande predisposizione invece ad assolvere esclusivamente la funzione affettiva. Essere genitori nel terzo millennio appare più difficile di quanto non lo fosse in passato perché, a causa di questa ridefinizione di ruoli, sono aumentate le domande e le insicurezze dei genitori dal punto di vista psicologico circa il proprio ruolo.

ESSERE DEI BUONI GENITORI

La genitorialità comporta una significativa ristrutturazione degli equilibri all’interno della coppia, ma anche un profondo cambiamento a livello personale, familiare e sociale. Divenire genitori rappresenta una vera e propria “crisi evolutiva” che pone di fronte alla necessità di confrontarsi con le proprie figure genitoriali e rivedere i propri vissuti per elaborare modelli di comportamento da attuare con il proprio figlio. Dal punto di vista psicologico, invece, il progetto di generatività rappresenta per la coppia la distanza emotiva tra sé e la propria famiglia di origine, confermando così la grande sfida che si pone di fronte ai neo-genitori (Migliorini&Rania, 2008). Proprio per questi motivi la resilienza, intesa quale capacità di migliorare di fronte alle avversità, è stata ed è tuttora fondamentale in questo contesto di mutamento e, contemporaneamente, di maturità intersoggettiva. È necessario ricordarsi che non esistono genitori perfetti e tanto meno famiglie ideali, proprio perché il processo di adattamento non è facile, ma lo si raggiunge attraverso tentativi ed errori. Al fine di promuovere la resilienza all’interno della famiglia, è utile cercare di normalizzare e circoscrivere il disagio che si sta affrontando solo al momento in cui lo si vive e concependolo come assolutamente sormontabile, oltre che rientrante nella casistica della vita di ciascun genitore.

IL PERCORSO MAMA CARE

La cura è disponibilità mentale, riflessiva e cognitiva. La cura implica controllo, esercizio, interiorizzazione e prevede un dialogo ininterrotto con se stessi per conoscersi, per rii-orientare il proprio cammino. C’è bisogno di esercitare la cura verso sé, altrimenti non si può esercitare la cura verso gli altri. Si tratta di un percorso di crescita che include intersoggettività e reciprocità. È proprio per tali ragioni che una mamma deve ricordarsi di non badare solo ed esclusivamente alla cura del proprio figlio, bensì anche a quella di se stessa imparando a leggersi dentro e comprendersi lei in primis. La consapevolezza delle proprie emozioni, dei proprio vissuti e soprattutto delle proprie difficoltà è il primo passo per riuscire a donare una cura che sia autentica anche agli altri, ricordandoci che il benessere psicologico è uno stato percepito sia all’interno che all’esterno della persona.

MyPeopleCARE conosce l’evoluzione della genitorialità e, più specificatamente, della mamma ed è per questo che ha creato un percorso MAMA CARE improntato a rendere le mamme maggiormente consapevoli del proprio ruolo, non solo genitoriale, ma anche di donna. Attraverso seminari creati ad hoc per mamme lavoratrici, si affrontano sia temi caldi per la vita frenetica di tutti i giorni, sia temi riflessivi per imparare a conoscere tutte le realtà con cui si intreccia il lavoro della mamma del 2021. Per fare in modo che la cura del singolo venga trasmessa anche a chi gli sta vicino, a casa e a lavoro, bisogna saper accogliere e accompagnare il cambiamento imparando a vivere serenamente da mamma, moglie, figlia ma soprattutto da donna.

Se anche tu sei interessata ad approfondire nella tua azienda tutte le competenze legate alla genitorialità dei nostri giorni, scopri il nostro percorso MAMA CARE!

 

× Parliamone insieme, scrivimi su whatsapp!