A cura di Manuela Rossini

 

Il ruolo della madre è quello di facilitare il percorso del bambino lungo le linee che ne accompagnano l’evoluzione, offrendogli un ambiente sicuro. I genitori devono saper rispondere all’impotenza e alla dipendenza che caratterizzano il bambino nelle prime fasi della vita, ma devono anche incoraggiarne la differenziazione e l’acquisizione di un’identità distinta (Reder&Lucey, 1997). La garanzia di una base emotiva sicura nell’infanzia facilita lo sviluppo dell’autostima, delle capacità di funzionare in modo autonomo e di provare empatia per le altre persone (Steele, 1980 in Reder&Lucey, 1997). È fondamentale che i genitori siano disponibili e attenti ai bisogni dei propri figli. Nel bambino ci sono fondamentali bisogni che evolvono nel corso dell’età evolutiva. Essi sono positivi e positiva è la loro soddisfazione. Nel corso dello sviluppo del bambino, i bisogni mutano costantemente in intensità e grado di differenziazione ed è importante che i genitori li sappiano riconoscere (Lewin, 1963 in Cambi et al., 2012). Il bambino va visto e soprattutto ascoltato con la mente e col cuore.

 

Il sostegno delle famiglia prima e dopo l’emergenza

La famiglia è il luogo dove i bisogni infantili vengono riconosciuti e in cui si costituisce l’infanzia come esperienza separata e diversa rispetto all’età adulta. Nidi, scuole materne, scuole in genere, parchi giochi, occupano una grossa fetta del tempo infantile, ma sembrano tutti indicare che la familiarizzazione infantile, se mai c’è stata, oggi non c’è più (Saraceno, 1979 in Cambi et al., 2012). La scuola è uno strumento di sostegno della famiglia durante il processo di formazione ed educazione, ma i bambini hanno bisogno di un “equilibrio affettivo”, di cure e attenzioni che la scuola non può fornire, spettano ai genitori. I genitori e in particolare le madri devono essere dei leader, delle guide, dei punti di riferimento stabili per i propri figli soprattutto in una situazione di crisi come quella generata dal virus: i bambini o i ragazzi possono sentirsi smarriti perché la loro routine si è trasformata improvvisamente. Una madre deve trovare la giusta modalità di sostegno e supporto, devono spiegare ai figli in modo semplice la nuova situazione e aiutarli a sviluppare una nuova “normalità” che li faccia sentire sicuri e tranquilli.

I genitori spesso hanno delegato i compiti relativi ai figli ai nonni, agli insegnanti, alle baby-sitter, a spazi-compiti, ma con l’emergenza si sono trovati a dover fare un passo indietro e riprendersi parte delle responsabilità che spettano loro in quanto genitori.  Si sono ritrovati a contatto con i propri figli per l’intera giornata, si sono confrontati con le lezioni e i compiti da dover svolgere insieme, hanno dovuto immaginare e pensare delle attività da realizzare. Questo momento di riflessione e di cambiamenti forzati da un agente esterno, penso abbiano fatto pensare ciascuna madre in merito alle attenzioni che prima dedicava a questi esercizi e sicuramente le nuove abitudini che sono nate continueranno ad essere sviluppate anche nel futuro. I ruoli e le funzioni dei genitori rimangono sempre gli stessi, forse prima non venivano esercitati a pieno per colpa di diversi fattori, come ad esempio una vita frenetica ricca di impegni. È, però, importante ricordare che la cura dei propri figli, in ogni sua forma, spetta in primo luogo a loro, in quanto le cure genitoriali che i bambini ricevono stanno alla base del loro benessere emotivo, interpersonale e sociale, quindi devono avere un peso, non lasciate al caso o delegate ad altri.

 

La leadership dei genitori

Kurt Lewin[1] individua tre tipologie di leadership:

  • Autocratica, ovvero una leadership caratterizzata da un controllo individuale di tutte le decisioni e pochi input per i membri del gruppo;
  • Democratica, ovvero una leadership in cui i membri del gruppo hanno un ruolo partecipativo durante il processo decisionale;
  • Laissez-faire, anche nota come una leadership delegativa, in cui i leader permettono ai membri del gruppo di prendere decisioni.

I genitori dovrebbero essere leader democratici che offrono una guida ai propri figli, ma allo stesso tempo partecipano e danno input significativi. In questo modo i figli si sentono coinvolti, più motivati e sviluppano creatività. Un altro esempio di leadership che potrebbe essere efficace, anche se ci sono ancora pochi studi, è quella spiegata da Avolio (1999 in Morton, Barling, Rhodes, Masse, Zumbo & Beauchamp, 2011). Egli parla di leadership trasformazionale, ovvero una forma che eleva le credenze, motiva gli altri e li supporta nello sviluppo di alti livelli di funzionamento. Essa è associata ad un miglior senso di self-efficacy (Kark, Shamir & Chen, 2003 in Morton et al., 2011), la messa in atto di maggiori comportamenti proattivi (Strauss, Griffin, & Rafferty, 2009 in Morton et al., 2011) e maggiore benessere (Arnold, Turner, Barling, Kelloway & McKee, 2007 in Morton et al., 2011) tra coloro che vengono guidati. I leader trasformazionali aumentano le convinzioni sull’autoefficacia di coloro che li ascoltano comunicando aspettative di prestazioni più elevate, mostrando ottimismo per le capacità degli altri di soddisfare tali aspettative e potenziando piuttosto che controllando (Shamir, House e Arthur, 1993 in Morton et al., 2011). Inoltre, essi creano condizioni in base alle quali gli altri sono ispirati a imparare, sono incoraggiati a pensare da soli, a dimostrare una maggiore consapevolezza di sé e a una maggiore autoregolazione (Avolio, 2003 in Morton et al., 2011). I genitori hanno un’influenza significativa sulle capacità di sviluppo degli obiettivi del bambino, su come i bambini percepiscono le loro capacità e su come affrontano il feedback sulle loro prestazioni (Friedel et al., 2007 in Kudo, Longhofer & Floersch, 2012). È fondamentale trovare uno stile corretto per sostenere lo sviluppo fisico, emotivo, sociale e intellettuale dei propri figli.

 

Il cambiamento nella gestione educativa

Non si può essere genitori sempre allo stesso modo perché sarà necessario assolvere impegni differenti e adottare modalità comunicative e interattive diverse. Tutto ciò implica, quindi, la capacità dinamica di “rivisitare” continuamente il proprio stile educativo, affrontando in modo funzionale i cambiamenti che la vita può portare, come ad adempio la sfida proposta dal COVID-19.

La genitorialità presuppone un insieme di funzioni dinamiche e relazionali che rappresentano gli aspetti evolutivi del percorso maturativo della persona. La madre svolge:

  • Funzione protettiva, deve essere un caregiver che offre cure adeguate e questo determina più di tutto lo sviluppo del legame di attaccamento.
  • Funzione affettiva: il bambino viene inserito nel mondo degli affetti, in quanto i genitori hanno il desiderio di vivere emozioni positive con i propri figli. Daniel Stern (1995) parla di “sintonizzazione affettiva “intesa come “l’esecuzione di comportamenti che esprimono la qualità di un sentimento condiviso senza tuttavia imitarne l’esatta espressione comportamentale”.
  • Funzione regolativa: la madre aiuta i figli a “regolare” i propri stati emotivi e organizzare l’esperienza e le risposte comportamentali adeguate che ne conseguono. Il processo fondamentale sottostante alle esperienze di guardare, ascoltare, prestare attenzione, parlare, modulare l’affetto e il comportamento, sentirsi calmi è la capacità di regolazione.
  • Funzione normativa che consiste nella capacità di dare dei limiti, una struttura di riferimento e una cornice.
  • Funzione significativa, ovvero crea una cornice che da significato e aiuta i figli a comprendere le azioni che compiono e ciò che accade all’esterno. Svolge una funzione triadica, fa gioco di squadra e inserisce i figli nella relazione empatica.
  • Funzione transgenerazionale, ovvero immette il figlio dentro la storia della propria famiglia.

Essere genitore comporta una costante ricerca di equilibrio tra la necessità di investire sui propri figli, di tifare per loro, e una continua, vigile attenzione a che le aspettative nei loro confronti non costituiscano una cappa soffocante e le inevitabili delusioni non scardinino, magari silenziosamente, la fiducia e la speranza. Per creare fiducia nel proprio ruolo di genitori, in particolare nel ruolo di madre MyPEOPLEcare ha ideato un percorso di otto seminati di due ore in Live streaming SEMINARI MAMMA.

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Bibliografia:

 

  • Ardone, R., Chiarolanza, C. Relazioni affettive: I sentimenti nel conflitto e nella mediazione. Il Mulino, 2007.
  • Bowlby, J. Una base sicura. Applicazioni cliniche della teoria dell’attaccamento. Milano, Raffaello Cortina, 1989
  • Cambi, F., Di Bari, C., Sarsini, D. Il mondo dell’infanzia. Dalla scoperta al mito alla relazione di cura. Autori e testi. Milano, Apogeo, 2012
  • Kudo, F., Longhofer, J.L., Floersch, J.E. (2012). On the origins of early leadership: The role of authoritative parenting practices and mastery orientation. Leadership, 8(4), 345-375
  • Migliorini, L., Rania, N. Psicologia sociale delle relazioni familiari. Laterza, 2008
  • Morton, K.L., Barling, J., Rhodes, R.E., Masse, L.C., Zumbo, B.D., Beauchamp, M.R. (2011). Journal of Sport & Exercise Psychology, 33, 688-709
  • Reder, P., Lucey, C. Cure genitoriali e rischio di abuso. Guida per la valutazione. Trento, Edizioni Erickson, 1997
  • Stern, D.N.Il mondo interpersonale del bambino. Torino, Bollati Boringhieri, 1995

[1] http://psychology.about.com/od/leadership/

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