A cura di Manuela Rossini

 

Per raggiungere la parità di genere ci vorranno circa cent’anni e per la parità a livello di accesso alla partecipazione economica: 257[1]. Lo rivelano i dati della ricerca condotta dal World Economic Forum 2020.

Negli anni, la disparità di trattamento tra uomini e donne nel mondo del lavoro si è ridotta ma, secondo le riflessioni del Global Gender Gap Report 2002, nessuno di noi la potrà osservare nel corso della vita[2]. Attraverso l’osservazione dei dati del Registro delle Camere, invece, l’imprenditoria femminile in Italia risulta essere sana e vitale. Anche se secondo l’ultima analisi condotta dalla società internazionale di consulenza manageriale McKinsey & Company, ovvero la Women Matter Report, le donne sono il 50% della popolazione mondiale e il 50% dei laureati ma producono solo il 37% del Pil in quanto relegate ai margini in ambito lavorativo.[3]

Il business al femminile per un miglior management

In contemporanea, numerosi studi dimostrano che le imprese caratterizzate da un maggior grado di gender diversity ottengono performance migliori sul piano economico e finanziario. A titolo esemplificativo, una ricerca condotta in America dalla Federal Research Division[4] ha dimostrato che le aziende con più rappresentanza femminile hanno creato negli anni milioni di posti di lavoro e, la McKinsey&Company ha riscontrato che i business al femminile fanno registrare performance migliori per ciò che concerne la qualità dell’ambiente di lavoro, il management, la coordinazione delle diverse aree aziendali.[5]

Chiara Cecutti, self ed executive coach, sostiene che questa è la dimostrazione di come «il punto di vista femminile riesca a portare sfaccettature diverse, come se la visione dell’uomo fosse in qualche modo più focalizzata e settoriale, mentre la visione della donna tendesse a essere invece più ampia. La donna, del resto, riesce anche a occuparsi un po’ di più dell’intelligenza emotiva, di quel welfare aziendale di cui oggi si parla tanto, della work life balance»[6].

Nonostante l’accesso al mercato del lavoro per le donne sia favorito dalle misure e dalle iniziative promosse dal Governo, solo un manager su quattro è donna, al punto che è stata coniata un’espressione al fine di indicare questo quadro situazionale: attraverso l’espressione “glass ceiling” o “tubo che perde” s’intende tutto ciò che impedisce alle donne di arrivare in posizioni manageriali o di leadership, a parità di competenze e curricula dei colleghi uomini.

 

Incentivi vs stereotipi

La ricerca condotta da The Economist (la principale fonte di analisi nel mondo del business all’interno del panorama internazionale) rispetto a questo tema ha rivelato che i Paesi in cui la legge regolamenta il congedo parentale anche per i papà, ottengono performance lavorative migliori. Ciononostante, rispetto alle misure adottate dal Governo per eliminare le disparità di genere, le opinioni delle donne sono contrastanti. Da un lato, le misure governative a favore di quelle donne determinate nel trovare un posto di rilievo nel mondo del lavoro risultano molto utili. Dall’altro, alcune imprenditrici sono convinte che tali misure non siano utili per combattere la disparità di genere e, in alcuni casi risultano dannose.

A tal proposito Chiara Cecutti, ritiene che le misure che impongano un dato numero di donne in posizioni di potere potrebbe portare a commenti offensivi e retrogradi da parte dei colleghi. Tali commenti potrebbero alimentare gli stereotipi legati al genere. Sofia Trevisan, imprenditrice di Venditore Vero sostiene che «attendere un aiuto dall’esterno significa sperare che qualcuno, diverso da noi stesse, possa fare la differenza. Mentre, come per gli uomini anche per le donne, è solo l’imprenditore che determina nel bene e nel male il successo della sua azienda»[7]. Secondo l’imprenditrice gli aiuti esterni possono fornire concretamente un aiuto per le lavoratrici, è necessario agire sulla cultura aziendale poiché è proprio questo l’elemento chiave del successo imprenditoriale. A seguire vi sono l’adozione di misure in grado di garantire alla donna di conciliare la vita lavorativa e la vita privata e di formule per lo smart working.

Il monitoraggio di atteggiamenti positivi come la buona collaborazione fra dipendenti donne e il numero di nuove candidature in rosa suggeriscono un ambiente di lavoro effettivamente paritario e che lotta contro i pregiudizi. Cioè stereotipi legati al genere che possono connotare negativamente un ambiente di lavoro e rovinare la reputazione di un brand.

 

I punti di forza della leadership al femminile

Tra le attività di un leader di successo, invece, una delle più importanti è quella di convogliare gli sforzi dei collaboratori verso un obiettivo unitario e condiviso, costruendo scenari che abbiano senso e siano motivanti per tutti i collaboratori.

Molto spesso, purtroppo, di fronte alle sfide derivanti dal mercato del lavoro, le donne cercano di assumere l’atteggiamento tipico di un uomo, ad esempio cercando di dimostrarsi maggiormente aggressive e ridimensionando tutti quegli aspetti caratteriali femminili. Infatti l’empatia, la capacità di ascolto, il senso materno tendono a essere considerati punti di debolezza ma al contrario sono proprio i punti di forza delle leadership al femminile.

La ricerca condotta da Quadrifor[8] evidenzia che le imprenditrici prestano maggiore attenzione a fattori motivazionali di natura intrinseca, cercando in misura maggiore rispetto ai colleghi uomini la rispondenza tra il ruolo svolto e le loro aspettative di senso affidato al lavoro. In aggiunta a questo, dallo studio emerge che le donne sono particolarmente portate alla soluzione di problemi e tendono, per loro natura, a dare minore importanza al potere legato al ruolo e sono maggiormente impegnate nel tentativo di raggiungere gli obiettivi efficacemente. Le donne in posizione apicale sono in grado di mettere in pratica metodi e regole di management poco comuni e innovative, portando benefici all’intera organizzazione, sia sotto il profilo economico-finanziario che sotto il profilo umano.  Le capacità di guida delle donne sono, dunque, in effetti legate ad alcune competenze trasversali fondamentali come l’empatia, la motivazione, la passione: tutti elementi connessi alla dimensione della cura e di un sentimento affettivo nelle relazioni interpersonali.

Il concetto di benessere è dunque intrinsecamente legato a valori e competenze tipici della leadership al femminile, quali la capacità di analisi della relazione interpersonale e il sostegno all’apprendimento dei collaboratori. Non solo è possibile aspirare ad una posizione apicale mantenendo le qualità che contraddistinguono le donne, ma è possibile farlo ottenendo anche performance ottimali.

 

Le performance della leadership al femminile

MyPEOPLEcare, attraverso la Masterclass LEAD LIKE A WOMAN offre l’opportunità di migliorare le proprie performance lavorative, approfondire le tematiche della leadership di più recente sviluppo – come quella generativa, comportamentale, sostenibile– e di attualità – come la leadership nei gruppi virtuali e orientata al benessere, dedicando particolare attenzione all’approccio noto come “leadership al femminile” per alcune caratteristiche che lo contraddistinguono e che ne fanno un punto di riferimento negli studi sulla leadership.

La Masterclass permette inoltre di approfondire tematiche relative alle competenze organizzative e relazionali indispensabili per la propria professione e alla gestione tra vita lavorativa e vita privata. L’obiettivo è quello di promuovere il benessere a ciascuna donna, supportandola nella ricerca di serenità ed equilibrio tra carriera e famiglia e rendendola più consapevole ed informata.

La Masterclass LEAD LIKE A WOMAN è realizzata in 4 lezioni Live Streaming, durante le quali sarà possibile interagire in real time con il docente e porre delle domande sul corso o approfondire le materie affrontate.

 

Scopri ora la Masterclass LEAD LIKE A WOMAN! Visita il nostro sito oppure acquista direttamente su EVENTBRITE.

 

[1] https://valored.it/news/global-gender-gap-report-wef-2020/

[2] https://valored.it/news/global-gender-gap-report-wef-2020/

[3] https://www.mckinsey.it/idee/parita-il-dividendo-non-riscosso

[4] https://s3.amazonaws.com/nwbc-prod.sba.fun/wp-content/uploads/2018/03/28215658/NWBC-Report_Understanding-the-Landscape-Access-to-Capital-for-Women-Entrepreneurs.pdf

[5] https://www.mckinsey.com/featured-insights/gender-equality

[6] https://www.insidemarketing.it/imprenditoria-femminile-in-italia-dati-2018/

[8] https://www.leadershipmanagementmagazine.com/articoli/la-leadership-al-femminile-transizione-naturale/

× Parliamone insieme, scrivimi su whatsapp!