A cura di Manuela Rossini

 

I cambiamenti dell’adolescente

Il termine adolescenza deriva dal latino adolescere, ovvero “crescere, svilupparsi, diventare adulto”[1]. Si tratta, infatti, di una fase della vita in cui i ragazzi devono affrontare moltissimi cambiamenti a livello fisico oltreché psicologico e sociale.

Nel periodo adolescenziale il corpo subisce importanti cambiamenti ed il conseguente rapporto con esso rappresenta per i giovani uno dei problemi più complessi e faticosi. Per l’adolescente il corpo è inoltre lo strumento attraverso il quale può esprimere le nuove emozioni che sperimenta durante questa fase, note per essere più complesse rispetto alle emozioni provate durante l’infanzia. Ecco dunque che l’attacco al corpo può divenire una modalità di gestione degli stati d’animo maggiormente difficili da elaborare e da comunicare. Mentre il corpo subisce continui mutamenti, inoltre, si presenta una nuova dimensione: quella della sessualità. L’adolescente vive una nuova realtà corporea, fatta di eccitazione e di trasformazioni fisiche, che non sempre vengono vissute in modo positivo poiché il fisico sessualizzato pone l’adolescente di fronte a nuove sfide, tra cui l’idea di generatività del proprio corpo e le conseguenti responsabilità che ne derivano.

In aggiunta a questo, nella fase adolescenziale i giovani mostrano atteggiamenti e comportamenti impulsivi e spesso cambiano il modo di essere e di presentarsi agli altri: questo è dovuto alla dinamicità di tale fase di vita. La maturazione delle aree cerebrali, infatti, è disomogenea e avviene con tempistiche differenziate. In particolare, la maturazione delle aree prefrontali, deputate al controllo degli impulsi e all’inibizione dei comportamenti, avviene più tardi rispetto alle altre.[2]

La ricerca di un’identità e i conflitti adolescenziali

Una questione di primaria importanza in adolescenza è legata all’identità: l’adolescenza, infatti, è una fase di transizione dall’infanzia all’età adulta, ove si acquisiscono nuovi ruoli e responsabilità e si struttura l’identità del ragazzo. Questo processo include la ricerca di una propria dimensione e indipendenza, della propria verità, dei propri gusti e delle proprie preferenze, con forti oscillazioni tra ciò che il ragazzo ha appreso nel corso della sua infanzia e ciò che intende diventare in autonomia. L’adolescente vive una fase intermedia in cui non è più un bambino che dipende dai genitori, asessuale, ma non è ancora adulto, indipendente, sessualizzato. La ricerca e la conseguente definizione di un’identità completa ed integrata è un processo difficile e, talvolta, non si conclude nella fase dell’adolescenza.

Secondo la teoria psicosociale dello sviluppo elaborata da Erik Erikson nel 1987[3], lo sviluppo umano è articolato in stadi ed in ognuno di essi si presenta un conflitto, un dilemma particolare e nel momento in cui la persona è in grado di risolvere positivamente tale conflitto, entra nello stadio successivo con un’identità personale integra e un senso di benessere interiore. In particolare, durante l’adolescenza il ragazzo inizia a prendere consapevolezza dei tratti della propria individualità, delle proprie preferenze, dei propri obiettivi e desideri, delle proprie potenzialità, oltreché dei propri limiti.

Il ruolo dei genitori: essere presenti ma lasciare autonomia ai figli

La transizione dall’infanzia all’adolescenza è complessa e vede coinvolte due tendenze opposte: una prima che spinge verso il ruolo dell’adulto in buona parte sconosciuto, ed un’altra dominata dalla riluttanza a lasciare un mondo sicuro e garantito, come quello dell’infanzia. La crisi identitaria descritta dallo psicanalista tedesco Erik Erikson nasce dal tentativo del ragazzo di superare la confusione e l’ambivalenza tipica della fase adolescenziale per lasciare spazio alla definizione di una propria identità, stabile e coerente. Il percorso che porta al raggiungimento di un senso identitario definito è imprescindibile ma, sicuramente, non privo di ostacoli e difficoltà e, pertanto, è fondamentale il supporto genitoriale[4]. Spesso, però, il rapporto fra adolescenti e genitori è animato da due necessità contrastanti: l’esigenza di autonomia ed il bisogno di dipendenza.

Al fine di agevolare un equilibrio all’interno del sistema familiare, i genitori devono essere presenti nella vita dell’adolescente, senza però eliminare i necessari spazi di autonomia del giovane: la presenza di figure adulte solide e autorevoli aiuta l’adolescente a mantenere l’integrità nei momenti di forte contraddizione che egli sperimenta[5]. In aggiunta a questo, una buona qualità delle relazioni familiari garantisce all’adolescente una transizione serena all’età adulta[6]. Il percorso di individuazione che intraprende l’adolescente implica un certo grado di fisiologico distacco e allontanamento dai modelli familiari. Ciò che è stato precedentemente trasmesso dalla famiglia in termini di valori e di insegnamenti, viene in parte interiorizzato e in parte messo in discussione poiché gradualmente il gruppo dei pari assume maggiore rilevanza. Il gruppo di amici diventa quindi un punto di riferimento e di confronto essenziale, all’interno del quale il ragazzo cerca approvazione e consenso mentre rispetto alla famiglia, l’adolescente oscilla tra distacco e appartenenza. Uno dei compiti evolutivi, sia per la famiglia che per l’adolescente, è rappresentato dalla negoziazione di nuove regole e di nuovi spazi e confini: questo, naturalmente, potrebbe introdurre qualche conflitto all’interno del nucleo familiare. È importante ricordare, però che da un lato gli adolescenti hanno bisogno e cercano una maggiore indipendenza ma, dall’altro lato hanno bisogno di una famiglia in grado di rappresentare per loro un porto sicuro in cui ritornare, sul quale fare affidamento e ritrovare sicurezze di fronte al complicato ingresso nel mondo adulto.

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RIFERIMENTI

[1] https://psiche.cmsantagostino.it/2019/06/03/adolescente-linee-guida/

[2] https://www.stateofmind.it/2014/12/adolescenza-transizione/

[3] https://lamenteemeravigliosa.it/teoria-psicosociale-dello-sviluppo-erikson/

[4] http://docenti.unimc.it/giovanna.bianco/teaching/2018/20841/files/adolescenza/erikson-le-8-fasi-del-ciclo-di-vita

[5] https://www.performat.it/pubblicazioni-articoli/sistema-familiare-e-adolescenza/

[6] Ardone R. G., Adolescenti e generazioni adulte, Unicopli, Milano, 1999.

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