A cura di Manuela Rossini

 

I recenti dati dell’Ufficio statistico dell’Unione europea, o Eurostat, rivelano che in Italia le donne sono più istruite rispetto agli uomini: il tasso di abbandono degli studi è più basso ed è pari al 12,3% per le ragazze, a fronte del 16,5% dei ragazzi;[1] le femmine, inoltre, si laureano in misura maggiore rispetto agli uomini.

Secondo i dati diffusi dal MIUR, nel corso della formazione universitaria le donne rappresentano stabilmente ben oltre il 50% della popolazione di riferimento a tutti i livelli: esse sono il 55,5% degli iscritti ai corsi di laurea e il 57,6% del totale dei laureati. Ciononostante i divari fra uomini e donne permangono poiché solo poche donne raggiungono i vertici apicali della carriera accademica[2].

Nonostante le prestazioni delle donne in ambito universitario siano migliori rispetto a quelle degli uomini, nel momento in cui esse entrano nel mercato del lavoro ricevono stipendi inferiori e rispetto agli uomini, inoltre le donne lavorano meno e il progresso delle loro carriere è più lento.

 

La diffusione di pregiudizi e stereotipi di genere

Questo scenario potrebbe essere giustificato dal fatto che in Italia gli stereotipi di genere sono radicati: una recente indagine ISTAT rivela che in Italia vi è la convinzione che per l’uomo, più che per la donna, sia molto importante avere successo nel lavoro. Segue lo stereotipo secondo il quale gli uomini sarebbero meno adatti delle donne ad occuparsi delle faccende domestiche, dovrebbero invece occuparsi di portare il pane a casa. Circa un intervistato su sei ritiene inoltre che, in condizioni di scarsità di lavoro, i datori di lavoro dovrebbero dare la precedenza agli uomini piuttosto che alle donne, mentre poco meno di un intervistato su dieci ritiene che spetti all’uomo prendere le decisioni più importanti per la famiglia.

Altre indagini, come quella realizzata dal Censis[3], rivelano che gran parte del campione intervistato riconosce che a volte è necessario o opportuno che la donna sacrifichi parte del suo tempo libero o della sua carriera per dedicarsi alla famiglia. I realizzatori dell’indagine rivelano che tale opinione “è fatta proprio dalle donne, che per prime tendono a perpetuare e a non mettere in discussione comportamenti e modi di pensare che hanno appreso nella famiglia di origine”. La strada verso l’emancipazione e l’autonomia economica delle donne e delle madri risulta ancora ostacolata da fattori culturali persistenti in quanto il pregiudizio di genere è presente nella società ed è anche trasversale ai due generi.

L’aspetto positivo è che le giovani generazioni sembrano avviarsi verso il superamento di queste ‘gabbie di genere’ e le ragazze, in sempre maggior misura, desiderano partecipare attivamente alla vita collettiva. A confermarlo è la ricerca realizzata dall’Eurispes[4], dalla quale è emerso che l’adesione a stereotipi di genere è meno diffusa, soprattutto tra le ragazze: circa la metà del campione intervistato ha ritenuto che, in una coppia, dovrebbero lavorare entrambi i partner, anche se tale opinione è maggiormente radicata fra le giovani adulte.

 

La strategia europea per la parità di genere

Per affrontare questo problema, il 5 marzo la Commissione europea ha presentato la sua strategia per la parità tra donne e uomini in Europa. La strategia per la parità di genere 2020-2025 delinea le azioni principali da intraprendere nei prossimi cinque anni e si impegna a garantire che la Commissione includa una prospettiva di uguaglianza in tutti gli ambiti di azione dell’Unione Europea.

La strategia illustra il modo in cui la Commissione darà seguito alla promessa della Presidente von der Leyen di realizzare un’Europa che offra e garantisca le medesime opportunità a tutti coloro che condividono le stesse aspirazioni.

La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato: “La parità di genere è un principio fondamentale dell’Unione europea, ma non ancora una realtà. Nel mondo degli affari, in politica e nella società nel suo complesso potremo raggiungere il nostro pieno potenziale solo utilizzando tutti i nostri talenti e la nostra diversità. Impiegare soltanto la metà della popolazione, la metà delle idee e la metà dell’energia non è sufficiente. La strategia per la parità di genere intende accelerare e incentivare i progressi verso la parità tra uomini e donne[5].

Per raggiungere la parità di genere, la Commissione Europea metterà in campo azioni concrete volte a:

  • Garantire che le donne e gli uomini siano parimenti retribuiti per lo stesso lavoro e per un lavoro di pari valore – presentando misure vincolanti sulla trasparenza retributiva entro la fine del 2020;
  • Rendere operative le norme dell’UE sull’equilibrio tra vita professionale e vita privata per le donne e gli uomini – garantendo che gli Stati membri recepiscano e applichino tali norme, promuovendo la parità di genere nella fruizione di congedi familiari e di formule di lavoro flessibili;
  • Migliorare l’accesso ai servizi di assistenza all’infanzia e ad altri servizi di assistenza di qualità elevata e a prezzi accessibili – investendo nei servizi di assistenza e adottando una Garanzia europea per l’infanzia.
  • Migliorare l’equilibrio tra donne e uomini nelle posizioni dirigenziali, ivi inclusi i consigli di amministrazione e la politica
  • Incoraggiare una partecipazione più equilibrata delle donne e degli uomini a tutti i settori lavorativi per favorire una maggior diversità sul posto di lavoro.[6]

 

MyPEOPLEcare per la parità di genere

Il team  MyPEOPLEcare ha sviluppato un progetto aperto a tutte le donne, lavoratrici e non, che vogliono intraprendere un percorso di conoscenza di se stesse, sfidando apertamente i preconcetti che accompagnano l’universo femminile.

MyPEOPLEcare, oggi, offre interessanti Masterclass dedicate al mondo femminile e al benessere interiore, concentrandosi sui temi della maternità e della carriera. In particolare:

 

  • I SEMINARI DONNA live sono un viaggio all’interno del mondo donna per affrontare, con una professionista, tematiche, dubbi e incertezze più frequenti nell’universo femminile.
  • I SEMINARI MAMMA sono un viaggio all’interno del ruolo materno per affrontare con una professionista tematiche, dubbi e incertezze più frequenti. Sono realizzati in lezioni Live Streaming e suddivisi in moduli di 2 ore settimanali;
  • La Masterclass LEAD LIKE A WOMAN è un percorso di approfondimento sulle diverse sfaccettature della leadership, affrontate dedicando particolare attenzione all’approccio noto come “leadership al femminile” per alcune caratteristiche che lo contraddistinguono e che ne fanno un punto di riferimento negli studi sulla leadership. È realizzata in 4 lezioni Live Streaming della durata totale di 15 ore, distribuite in 2 settimane.

 

Visita il nostro sito e scopri tutti i percorsi dedicati alle donne oppure acquista direttamente su EVENTBRITE.

 

 

Riferimenti:

[1] EUROSTAT, “SDG 5, Gender Equality”, Early Leavers from education and traingn by sex, consultato il 31/01/2020, https://ec.europa.eu/eurostat/web/sdi/gender-equality

[2] MIUR, “Focus – Le carriere femminili in ambito accademico”, marzo 2019, pag. 6, http://ustat.miur.it/ media/1155/focus-carriere-femminili-universit%C3%A0.pd

[3] CENSIS, “Respect. Stop violence against women. Sintesi dei risultati”, novembre 2019, pag. 12, http://www.censis.it/sites/default/files/downloads/Sintesi_def_0.pdf

[4] EURISPES, “Soprattutto io. Coppie millennials tra stereotipi, nuovi valori e libertà”, 2019, tab. 7, 8, 12, https://eurispes.eu/pdf-reader/web/viewer.html?file=https://eurispes.eu/wp-content/ uploads/2019/07/2019_eurispes_indagine_vita_coppia_.pdf

[5] https://op.europa.eu/en/publication-detail/-/publication/84bd5dd5-7879-11ea-a07e-01aa75ed71a1/language-it/format-PDF/source-search

[6] https://op.europa.eu/en/publication-detail/-/publication/84bd5dd5-7879-11ea-a07e-01aa75ed71a1/language-it/format-PDF/source-search

× Parliamone insieme, scrivimi su whatsapp!